Huffington Post in Italia, la "strategia"

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Premessa: non sono una stalker. Lo scrivo per coloro che non conoscono me e il mio lavoro. Il ché vuol dire milioni di persone :-) 
 
Tutto è iniziato comprando un dominio, lasciato libero:
www.ariannahuffington.it. Ho fatto un semplice redirect, poi, ad una pagina del mio sito, (www.dianaletizia.it), che ho chiamato "Letter to Arianna Huffington".



Poi ho dato inizio ad una campagna su Google, utilizzando Ad Words, e su Facebook, spendendo circa 300 euro. L'ho fatto per raggiungere un target che dovrebbe essere interessato al lancio dell 'Huff Post in lingua italiana. Ho considerato principalmente, nella scelta del target, di provare ad includere coloro che dovrebbero essere interessati alla gestione del marchio dell'HP negli Stati Uniti e coloro che si occuperanno del lancio in Italia.







 




Ad oggi non ho ancora ricevuto alcun contatto da Huff Post o dal Gruppo Espresso.

Tutto quello che ho fatto, dal mio punto di vista, è solo una banale, banalissima verifica di come si sta monitorando negli Stati Uniti e in Europa il brand in Rete. Di come e chi lo sta usando, sfruttando e perfino usurpando (del resto per me non ci è voluto tanto per trovare il dominio della fondatrice con estensione IT libero e comprarlo).

Credo fermamente che lo "starting point" di ogni progetto sia capire il mercato sul quale si opera e decidere di conseguenza la direzione. Ogni valutazione dovrebbe partire dalla reputazione online del brand, dal "sentiment" della Rete, dalla fondamentale considerazione delle conversazioni online, dal posizionamento sui motori di ricerca e così via.

Questa è semplicemente solo la cornice di un progetto e, poi, dentro di essa, qualcuno dovrebbe iniziare a dipingere il destino dell'Huffington Post nel Belpaese.

Un'altra  osservazione è diretta ai miei colleghi: giornalisti e content editor. Siete sicuri di essere parte della Rete? Avete mai fatto una completa ricerca su Arianna Huffington in Italia nelle ultime 4 settimane? Anche solo per curiosità, visto che si parla di un progetto che si presenta come quello che intende cambiare le sorti dell'informazione online in Italia? Avreste scoperto facilmente, semplicemente usando Google, quello che avevo datto e non potrete negare che si tratti di una notizia.

Concludo, comunque: spero di essere stata chiara nell'aver voluto solo contribuire ad un test su come inizia il percorso dell'Huff Post in Italia.

E l'ultimo messaggio, ancora una volta, è per Arianna Huffington: sono pronta a a darti il dominio che naturalmente ti spetta. Contattami, è tuo.